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Natura oltre l'immaginario

Natura oltre l’immaginario

Vi presento il mio ultimo lavoro, un libro fotografico che racconta di una terra straordinaria con una “natura oltre l’immaginario”.
Nel post alcune delle 130 immagini inserite nel libro.
Potete sfogliare e acquistare il libro (formato 33x28cm) al seguente link “Incredibile Islanda”

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Mai come in Islanda arrivando in un nuovo luogo si avverte che la presenza dell’uomo è estremamente precaria e difficile, contesa alle forze della natura e conquistata giorno dopo giorno.
Tra le più recenti formazioni di tutto il pianeta, l’Islanda è un’isola vulcanica tra le più attive, con oltre 200 vulcani, e tra le terre emerse più giovani. L’isola è nata appena 20 milioni di anni fa, nulla se si considerano i circa 4 miliardi di anni della crosta terrestre.

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Arrivando in Islanda in aereo si è accolti subito dall’immensa colata lavica della zona aeroportuale di Keflavìk. Si ha subito la sensazione di essere in una terra grigia, assolutamente brulla ed inospitale. Non per niente gli abitanti sono poco più di trecentocinquantamila, di cui la metà concentrati a Reykjavik, la capitale.

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Discendenti di un popolo che per millenni ha vissuto aspramente, gli islandesi proprio perché numericamente limitati hanno sviluppato una forte identità nazionale e culturale, con un senso di partecipazione e contributo alla comunità che rappresenta la loro forza. Il fatto di vivere in un tale contesto naturale remoto e al di fuori delle “rotte”, li rende curiosi e aperti verso il mondo ed i visitatori esterni. Gli islandesi sembrano a prima vista chiusi e riservati, ma in realtà aperti e pronti al divertimento e all’incontro. Più volte sono stato fermato da persone, assolutamente garbate, desiderose di sapere da dove arrivassi e di scambiare con me qualche parola.

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Fin dalle prime narrazioni di Diogene nel II secolo a.C., poi nei diari di viaggio dell’esploratore greco Pitea nel 330 a.C. e successivamente da Virgilio l’isola veniva descritta come luogo dove terra e acqua si fondono tra loro e il sole non tramonta mai.

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In effetti, avendola visitata in tarda primavera, di fatto il buio in quel periodo non avvolge mai l’isola. Attraversando le sue terre percorrendo l’anello della Strada 1, la principale strada islandese, si può assaporare tutta la maestosità della natura in un gioco continuo di contrasti. A mio modo di vedere il contrasto più avvertibile è quello tra la sensazione rigenerante di pace assoluta e di tranquillità che si gode ammirando gli splendidi paesaggi che questa terra offre e l’enorme potenziale di energia latente e pronta a sprigionarsi, palpabile nella presenza dei suoi vulcani, dei sui innumerevoli geyser e delle sue aree geotermali.

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Un altro elemento onnipresente in modo predominante nel paesaggio islandese è l’acqua. E’ certamente un’isola e quindi acqua significa mare. La sua vicinanza al circolo polare artico fa sì che l’acqua sia poi presente nel suo stato solido, ovvero sotto forma di ghiaccio. Non per niente la radice etimologica del nome Islanda vuol dire “terra ghiacciata”. Nella tarda primavera ogni angolo del territorio è pervaso dall’acqua, nelle cascate impetuose, nei laghi, nei torrenti e pianure umide, con i ghiacci che lentamente si sciolgono lasciando il passo ad una timida ed assolutamente breve estate.

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