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How to realize panoramic photographs

How to realize panoramic photographs


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In photography the most common aspect ratios are 4:3 and 3:2. When the ratio between the long side and the short side of an image is 2.5 or greater we can consider it a panoramic photograph. Usually we produce panoramic photograph to obtain larger field of view respect than you can obtain by wideangle lens. The so called normal lens have angle of view between 45° and 60°. Lens that allow viewing angles greater are considered wideangles, while zoom lens allow smaller angles. Panoramic photos can be realized by the composition of multiple shots of the scene with a further merging process. The workflow for the creation of a panoramic photograph is therefore composed by a capture phase and by a post-production phase for merging of the shots and the composition of the final image. In the market there are cameras (i.e. compact cameras and smartphones) that allow you to get directly panoramic photos by simply setting a specific mode and shooting the sequence. Usually I never use these automatisms, preferring to have direct control of the results with the post-production without granting the job to the cameras’ internal software. My personal workflow is described as follows.

The capture phase

  1. Evaluate the shooting scene, defining the desired boundaries. Image in your mind the sequence of shots working on the scene as a matrix, before starting the sequence. We can get a horizontal sequence for istance from left to right or vice versa realize a vertical sequence. The tripod is obviously useful but not a must for the alignment of the sequences, however being essential in case of long exposure as usual.
  2. Choose the focal length of the lens and realize the sequence without any  change.
  3. Choose the desired exposure according to the shooting scene. Once fixed the shutter/aperture values, set the camera to manual and shoot the full sequence without any change.
  4. Set the desired ISO value and the sequence without any  change.
  5. For best results every shot should be overlapped around 30% compared to the previous one through the sequence.
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The starting sequence – Nikon D5000 F11 1/60sec

The post-production phase

  1. There are specific software that allow you to merge several shots into a single image. One of the most common is PTGui. In any case I generally use the Photoshop specific function of ” image merge ” on File-> Automate -> Photomerge . In the window that appears select the images you want to merge and set “Layout” to ‘Auto’. Photoshop will automatically apply the most suitable method of fusion between ‘ Perspective ‘ ( Prospective ) , ‘Cylindrical ‘ ( Barrel ) or ‘Spherical ‘ ( Spherical ) . Otherwise you can try the best fitting method for your needs. The method ‘Perspective ‘ identifies the shot in the middle and makes the needed adjustment tilting the other shots according to the perspective lines. The ‘Cylindrical ‘ method reduces the named ” butterfly wings ” effect which is typical using the ‘Perspective ‘ method. The shots are processed as if they were arranged on a cylinder open at 180°. The ‘Spherical ‘ method is similar to the ‘Cylindrical ‘ one taking shots that cover a wide viewing angle of 360°. The ‘Collage’ method makes the repositioning of the joints through rotations and downsizing of the shots . The ‘ Reposition ‘ method is similar to ‘ Collage ‘ without carrying out rotation or scaling.
  2. Once the consolidation process into a single image is satisfactory you can proceed to merge the layers and to make the latest adjustments of stretching and corrections of perspectives using the functions Filter-> Lens Correction and Edit-> Transformer .
  3. At this point you proceed with the cropping tool to get the final image.
  4. Now that the image is composed you can apply the usual workflow for retouching with the adjustment of saturation, contrast, sharpness, white balancing an so on.
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The result of merging process

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The final result
View of Arno river by Old Bridge – Florence, Italy

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English version english_ver

Come realizzare fotografie panoramiche

Per foto panoramica si intende una fotografia in cui il rapporto tra il lato lungo e quello corto è pari a 2,5 o superiore diversamente ai formati più comuni che sono 4:3 o 3:2. Generalmente si realizzano foto panoramiche per avere degli angoli di vista più ampi rispetto alle focali grandangolari. Gli obiettivi cosiddetti normali hanno un angolo di vista tra i 45° ed i 60°. Obiettivi che consentono angoli di vista maggiori sono considerati grandangolari, mentre quelli che consentono angoli minori sono detti zoom. Per ottenere foto panoramiche si utilizza la composizione di scatti multipli della scena che vengono poi successivamente ricomposti. Il flusso di lavoro per la realizzazione di una foto panoramica si compone quindi di una fase di ripresa ed una fase di post-produzione per l’unione degli scatti e composizione dell’immagine finale. Nel mercato ci sono fotocamere (compatte, smartphone) che consentono di ottenere direttamente foto panoramiche impostando tale modalità ed eseguendo semplicemente la sequenza di scatti. Personalmente non utilizzo mai tali modalità, preferendo avere il diretto controllo della ricomposizione dell’immagine con la post-produzione e quindi del risultato finale, senza affidarlo in automatico al software interno delle fotocamere. Ecco il mio personale flusso di lavoro.

La fase di ripresa

  1. Valutare la scena da riprendere, definire i contorni desiderati, decidere la sequenza di scatti. Possiamo effettuare una sequenza orizzontale da sinistra a destra o una sequenza di scatti in verticale. Oltre ad essere indispensabile per esposizioni con tempi lunghi, il trepiede è ovviamente utile ma non indispensabile anche per l’allineamento delle sequenze.
  2. Scegliere la focale dell’obiettivo e realizzare la sequenza senza variarla.
  3. Impostare la fotocamera con il fuoco in manuale mantenendolo nello stesso punto della scena.
  4. Scegliere l’esposizione desiderata in funzione della scena da riprendere. Una volta stabilita la coppia tempo/diaframma, impostare la fotocamera in manuale e scattare l’intera sequenza con la stessa esposizione.
  5. Scegliere l’impostazione ISO e mantenerla per l’intera sequenza.
  6. Per un miglior risultato lungo la sequenza ogni scatto va sovrapposto di circa il 30% rispetto al precedente.
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la sequenza di scatti iniziale – Nikon D5000 F11 1/60sec

La fase di ricomposizione immagine finale

  1. Esistono software specifici che consentono di fondere diversi scatti in un’unica immagini. Uno dei più diffusi è PTGui. Ad ogni modo lo stesso Photoshop dispone di una specifica funzione di “fusione delle immagini” su File->Automate->Photomerge. Nella finestra che compare selezionare le immagini da comporre e selezionare la voce “Layout” su ‘Auto’. Photoshop selezionerà automaticamente il metodo di fusione più idoneo tra ‘Perspective’ (Prospettico), ‘Cylindrical’ (Cilindrico) o ‘Spherical’ (Sferico). In alternativa potete provare il metodo che garantisce il miglior risultato ai vostri scatti. Il metodo ‘Perspective’ seleziona lo scatto centrale e adatta gli altri di conseguenza inclinandoli secondo piani prospettici. Il ‘Cylindrical’ riduce l’effetto “ad ali di farfalla” tipico del metodo ‘Perspective’ . Gli scatti sono elaborati come se fossero disposti su un cilindro aperto a 180°. Il metodo ‘Spherical’ è simile al metodo ‘Cylindrical’ assumendo che gli scatti coprano un angolo di visione di 360°. Il metodo ‘Collage’ effettua il riposizionamento allineando le giunzioni degli scatti effettuando rotazioni e ridimensionamenti. Il metodo ‘Reposition’ è simile al ‘Collage’ senza l’effettuazione di rotazioni e ridimensionamenti.
  2. Una volta che la ricomposizione in un’unica immagine è soddisfacente si può procedere ad unire i livelli e con gli ultimi aggiustamenti di allungamento e correzione delle prospettive utilizzando le funzioni Filter->Lens Correction e Edit->Trasform.
  3. A questo punto si procede con il ritaglio con lo strumento ‘Crop’ per ottenere l’immagine finale.
  4. Ora che l’immagine ha il formato finale si può applicare il consueto flusso di lavoro per la post-produzione effettuando i necessari aggiustamenti di saturazione, contrasto, nitidezza, bilanciamento del bianco etc.

 

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L’immagine ricomposta

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Il risultato finale
Vista da Ponte Vecchio – Firenze, Italia

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